La Regione Emilia-Romagna (*) ha delegato alle Province l’elaborazione di un piano finalizzato al risanamento atmosferico e alla prevenzione del superamento dei limiti fissati dalla normativa comunitaria per la qualità dell’aria.
Il 28 marzo 2007 il Consiglio Provinciale con delibera n° 29 ha approvato il Piano Provinciale di Tutela e Risanamento della qualità dell’aria.
Il Piano è stato approvato dopo un lungo iter di confronto con gli Enti Locali e le associazioni economiche e sociali del territorio, durato oltre 1 anno e mezzo. Il primo incontro della conferenza di pianificazione, al quale furono chiamati a partecipare anche i portatori di interesse del territorio provinciale, risale infatti al mese di ottobre del 2004. Da quella data in poi molteplici sono stati i momenti di incontro durante i quali sono stati illustrate le problematiche e le criticità principali derivanti dall’inquinamento atmosferico, le cause, le proposte di azioni del Piano.
La conferenza di pianificazione alla quale hanno partecipato complessivamente partecipato 83 persone in rappresentanza di 31 Enti Pubblici e 30 stakeholders si è conclusa con l’approvazione del verbale conclusivo.
Il Piano approvato in marzo 2007 dal Consiglio Provinciale individua azioni per ognuna delle tre fonti di emissione in atmosfera: il traffico veicolare, il riscaldamento domestico e le attività produttive in riferimento agli inquinanti critici presenti sul territorio della provincia di Parma che presentano superamenti dei limiti di Legge in particolare le polveri fini (PM10) e il biossido di azoto (NO2), inoltre vengono individuate alcune azioni di carattere comunicativo, informativo e di educazione ambientale che dovranno essere intraprese per un maggiore coinvolgimento della collettività sul problema della qualità dell’aria.
Per ciò che concerne i provvedimenti di limitazione del traffico il Piano prevede l’istituzione del divieto di circolazione per i veicoli particolarmente inquinanti e l’istituzione del blocco totale del traffico nei periodi di maggiore criticità
Gli indirizzi per la promozione del trasporto pubblico locale riguardano l’accesso e l’utilizzo delle infrastrutture ferroviarie, la creazione di corsie preferenziali per il Trasporto pubblico su gomma, la razionalizzazione delle fermate.
Altre misure riguardano la logistica urbana, la creazione di nuove piste ciclabili, l’adeguamento degli automezzi della Pubblica Amministrazione, l’istituzione di un coordinamento dei Mobility Managers, e la progettazione della rete portante di trasporto collettivo su rotaia a livello provinciale.
In merito alla pianificazione urbanistica e territoriale dei comuni il Piano prevede l’emanazione di due direttive specifiche alle quali i Comuni dovranno attenersi:
la prima riguarda la modalità di redazione della Valutazione di Sostenibilità Ambientale dei Piani Strutturali Comunali (ex PRG) che sostanzialmente dovrà garantire che le scelte previste nei PSC non avranno ricadute negative sulla qualità dell’aria, la seconda direttiva darà indicazioni per la redazione dei Regolamenti Edilizi dei Comuni ai fini dei contenimenti dei consumi di energia e quindi con ricadute positive anche sulla qualità dell’aria.
Inoltre per le opere ed impianti soggetti a Valutazione di Impatto Ambientale viene definito il principio per il quale le emissioni in atmosfera derivanti da tali impianti dovranno essere compensate con azioni, a carico del proponente dell’opera, dirette o indirette che permettano la riduzione, nell’ambito territoriale considerato, di emissioni inquinanti paragonabili alle maggiori emissioni derivanti dal nuovo impianto.
Il Piano prevede poi un processo di monitoraggio e valutazione continua dei risultati ottenuti con l’ausilio tecnico dell’ARPA.
(*) ai sensi dell’art.122 della L.R. 21 aprile 1999 n.3